INSIEME, PER PROGETTARE E COSTRUIRE IL FUTURO. INSIEME PER TRIESTE.
Aldo Flego
chi sono
Nome: Aldo Flego Dal 1997 al 2006 consigliere della Quarta Circoscrizione del Comune di Trieste: una lunga esperienza al servizio della Città , per progettare e costruire insieme, con forza e passione, il futuro di Trieste.Al centro della nuova Europa.
ORA OLTRE I LIMITI DELLA POLITICA, CON INDIPENDENZA E CENTRALITA', "per Trieste".
Potete scrivermi anche alla casella e-mail
flegopertrieste@yahoo.it
Oggi voliamo un po' più bassi, ma sempre "per Trieste"....!
Bisogna parlare anche di robe ...da strada. Forza Trieste, cerchiamo di evitare ogni forma di degrado. Non costa molto evitare che le...cose vadano a finire così, e quindi generare anche un'immagine positiva in tutti, che porta - giusto moltiplicatore - alla soddisfazione di vivere in una Città unica. Talvolta basta poco.
Invito i miei ex colleghi Consiglieri di Circoscrizione ad intervenire subito. Forza!
Il caso 1. Correva il 2001, e dopo un mio intervento venivano posizionati lungo la via Tigor, da via Cereria in avanti, i paletti dissuasori di sosta: grazie dai pedoni, mamme con carrozzine, anziani, tutti coloro che hanno senso civico (e di questi mi interessa). I paletti, di ferro, durano però relativamente, si arrugginiscono alla base, vengono divelti, rimangono sul marciapiede, oggetti impropri abbandonati a se stessi, pericolosi per il traffico sia di pedoni sia di autoveicoli (vedi la foto).
Forza, non ci vuole molto, verifichiamo zona per zona (il problema è generalizzato, non è solo rionale) e facciamo presto le adeguate sostituzioni. Spero non sia necessaria una gara europea......
Il caso 2. Via Maestri del Lavoro, in alto, all'angolo di via Locchi. La foto parla da sola. Ma vi pare giusto che una piccola aiuola verde, con una lapide significativa, sia lasciata in queste condizioni, latrina per animali e abbandono totale (anche la vecchia corona d'alloro, ormai putrida, prega di essere asportata...). Forza, è un piccolo esempio di come si può migliorare la Città con spesa minima. I Maestri del Lavoro saranno grati...
Il tema dei miei post 2009: riconoscere il buono e il brutto, il positivo e il negativo, individuare chi "fa" e chi "non fa" PER TRIESTE, chi vive per il "no se pol" e chi invece "pol". Con franchezza e obiettività.
Inizio con un fatto positivo. "...avanti Trieste"!
A fine 2005 avevo presentato una mozione nel Consiglio della IV Circoscrizione, di cui allora ero componente: ecco il testo originale.
Il Consiglio della Quarta Circoscrizione
preso atto del dibattito in corso, nonché dei numerosi interventi sviluppati dalla cittadinanza sulla stampa locale, in relazione al ripristino nei luoghi originari di due monumenti storici significativi quali la statua dell’Arciduca Massimiliano d’Asburgo e la fontana del Nettuno,
tenuto conto che si registra anche l’attesa di un monumento dedicato all’Arcivescovo Santin, figura luminosa nella storia più recente della Città,
rilevato che da un lato è opportuno il recupero di elementi caratterizzanti l’architettura storica cittadina, conseguendo miglioramenti di immagine anche con valenze turistiche, e dall’altro è necessario trasmettere con segni duraturi la memoria perpetua di chi si è impegnato in vita per il bene della Città,impegna il Sindaco e gli Assessori competenti:
1. a ricollocare in Piazza Venezia il monumento dedicato all’Arciduca Massimiliano d’Asburgo, realizzato nel 1875 nella medesima piazza (allora denominata Giuseppina), successivamente rimosso negli anni ’20 e attualmente posizionato dal 1961 all’interno del parco del Castello di Miramare. Si allega l’immagine dell’epoca a comprova delle caratteristiche originali dell’area interessata;
2. a ricollocare in Piazza della Borsa, trasferendola dalla sistemazione attuale in Piazza Venezia, la fontana del Nettuno, possibilmente nel sito esatto rilevabile dai progetti originali, come risultante dalla fotografia in allegato;
3.a realizzare e collocare nella zona di Piazza Hortis – nell’ambito del giardino o della parte dedicata al transito pedonale, e pertanto in prossimità della Curia Vescovile di via Cavana – una nuova statua in memoria dell’Arcivescovo Santin.
Trieste, 6 novembre 2005Aldo Flego – Consigliere
Praticamente due anni dopo (e conoscendo i tempi della burocrazia e delle opere è andata bene....) questo è il risultato (la foto è di oggi): superate le perplessità politiche e civiche, Massimiliano è ritornato a casa, nella sua piazza (ex Giuseppina). Riconosco alla giunta Dipiazza il merito di aver accolto la mia mozione, che il Consiglio Circoscrizionale aveva a suo tempo approvato. E soprattutto di averla realizzata, in modo appropriato.
"Quando se vol, se pol", al di là delle polemiche, delle lettere, delle diversità di pensiero politico. Ma poi "polis" ha lo stesso significato per tutti....Non è finita, naturalmente: il prossimo passo è un'altro ritorno, il Nettuno in piazza della Borsa. E poi il grande Vescovo istriano e triestino: riflettete sulla mia proposta, che lascio sviluppare all'attuale Consiglio Circoscrizionale della "Quarta", sempre ben attivo sul territorio di competenza. Personalmente vedrei una statua ...di movimento, magari nella nuova isola pedonale davanti alla Curia, come Svevo poco più su... e altri illustri in altre zone della città. Santin non sul classico piedistallo, ma in mezzo alla gente, Pastore, non distante, quasi ibernato nel classico monumento.
Un ultimo pensiero, e anche qua basta poco per realizzarlo. Bisogna portare in piazza Venezia i turisti che vanno a Miramar, questo è il senso dell'operazione: un accordo tra Comune e Stato per un biglietto unico con cui visitare il Castello di Miramar e il Museo Revoltella, e anche il Sartorio, così vicini a "Massimiliano", potrebbe essere una buona opportunità. Forza, "se pol".
PS: a me i "cubi panchina" piacciono..., sono simili - per struttura - a quelli in piazza Unità davanti alla Prefettura. Chi non li digerisce attualmente, cerchi di guardare bene, col tempo capirà...
Le note storiche:
Nel 1875 viene eretto nel centro della piazza Giuseppina, attualmente Venezia, il monumento all'arciduca Ferdinando Massimiliano, in divisa da contrammiraglio della flotta austriaca, opera dello scultore Giovanni Schilling da Dresda. Dopo la sua rimozione avvenuta negli anni '20, la statua era stata collocata nella parte alta del parco di Miramare nel 1961.
Con la fine del governo asburgico vengono rimossi i riferimenti al passato: viene cancellato il ricordo di Giuseppe II il costruttore e suggerito di intitolare la piazza alla Venezia demolitrice, l'ingombrante vicina che più volte nei secoli bombardò le case, interrò le saline e diroccò le mura della nostra città. La statua di Ferdinando Massimiliano viene rimossa e al suo posto viene trasferita la fontana del Nettuno, opera del Mazzoleni, che era posizionata in piazza della Borsa.