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Utente: pertrieste
Nome: Aldo Flego
Dal 1997 al 2006 consigliere della Quarta Circoscrizione del Comune di Trieste: una lunga esperienza al servizio della Città, per progettare e costruire insieme, con forza e passione, il futuro di Trieste.Al centro della nuova Europa. ORA OLTRE I LIMITI DELLA POLITICA, CON INDIPENDENZA E CENTRALITA', "per Trieste". Potete scrivermi anche alla casella e-mail flegopertrieste@yahoo.it
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sabato, marzo 17, 2007

E' incredibile che a Trieste si cerchi di sottovalutare un elemento prezioso che molti ci invidiamo, e che noi - "noi" significa tutti coloro a cui sta a cuore Trieste, al di là della politica e delle sterili diatribe dettate da puri interessi di lobbies - vogliamo sviluppare, unica seria prospettiva per la Città. Il PORTO FRANCO, o meglio i punti franchi dell'area portuale, a disposizione del Mondo. Inutile nasconderlo: l'Italia non ha avuto mai interesse a promuovere questa realtà, basti pensare a quanti inutili e assurdi interventi da parte dell'amministrazione doganale. Pochi sanno, in Italia e all'estero, che un'imprenditore può creare un'industria nella zona franca di Trieste, importare materia prima ed esportare prodotti semilavorati e finiti, senza controlli da parte di autorità di polizia, senza alcuna tassazione. E c'è qualcuno che si ostina a voler restituire l'area franca alla Città. Per farne che? Acquari, piscine, cinema e alberghi? Forse potrebbe essere meglio una grande Silicon Valley (o meglio...Port) triestina, industria high tech, servita dal traffico marittimo internazionale e ...franco. A Trieste serve il lavoro, non servono i divertimenti.                             Cari Amici "pertrieste", a noi la scelta.

Più sotto alcune ulteriori informazioni, per sapere e soprattutto per far sapere di più.

 

PRINCIPALI VANTAGGI DERIVANTI DAL REGIME DI PORTO FRANCO
http://www.porto.trieste.it/site/sez_cms.php?menu_id=743278&printable=on


All'interno del Porto Franco gli operatori possono godono della possibilità di effettuare
attivitá portuali a condizioni molto favorevoli:

  • le merci provenienti via mare da Paesi extracomunitari, possono essere introdotte liberamente nei Punti Franchi indipendentemente da provenienza o destinazione e senza essere soggette a dazi nell'ambito portuale;
  • tali merci possono restare in deposito all'interno del porto senza limiti di tempo e possono essere spedite verso destinazioni oltremare senza bisogno di dichiarazione doganale comunitaria;
  • nei Punti Franchi Commerciali esistono depositi permanenti di merci estere sulle quali possono essere liberamente eseguite tutte le cosiddette lavorazioni usuali (imballaggi, reimballaggi, etichettature, campionature, ecc.);
  • su queste merci sono possibili - previa autorizzazione amministrativa - anche trasformazioni industriali;
  • per le merci importate nel mercato comunitario attraverso i Punti Franchi, i relativi dazi e imposte doganali possono essere pagati con dilazione fino a sei mesi ad un tasso di interesse annuo particolarmente ridotto;
  • le merci che entrano nell'area portuale via terra dal territorio comunitario vengono considerate come esportate all'atto dell'immissione e possono quindi essere imbarcate in qualsiasi momento, mentre quelle provenienti da stati esteri sono considerate merci in transito;
  • i trasporti su mezzi stradali pesanti, provenienti o diretti al porto di Trieste attraverso i valichi con l'Austria e la Slovenia, fruiscono di un regime di transito diretto agevolato;
  • anche il transito di merci su ferrovia gode di un sistema doganale semplificato

e, ancora....

Vantaggi del Porto Franco di Trieste

http://www.ice.gov.it/italia/trieste/sviluppo.htm#4

La plurisecolare storia del Porto di Trieste è caratterizzata dal regime di Porto Franco che, introdotto da una patente asburgica del 1719 è stato via via confermato dai trattati di pace seguiti alle due guerre mondiali, dagli accordi internazionali e dalle leggi in vigore.
La zona franca del porto, pur appartenendo al territorio politico della Repubblica Italiana, è considerata al di fuori della linea doganale della Unione Europea; sull'area in questione (1.765.000 mq. su un totale di 2.304.000 mq. di aree portuali) si possono compiere in completa libertà da ogni vincolo doganale "tutte le operazioni inerenti allo sbarco, imbarco e trasbordo di materiali e merci al loro deposito e alla loro contrattazione, manipolazione e trasformazione anche a carattere industriale".
(Art. 4 del Decreto del Commissario del Governo italiano n. 29 del 29 gennaio 1955).

Gli operatori nell'ambito delle cinque aree del Punto Franco Vecchio, Punto Franco Nuovo, Punto Franco Scalo Legnami, Punto Franco Oli Minerali e Punto Franco Industriale, possono godere di condizioni operative finanziarie di favore che specificano la clausola generale suddetta:

  • Le merci provenienti via mare possono essere introdotte liberamente nel Porto Franco qualunque sia la loro destinazione, provenienza e natura e non sono in tale ambito soggette a dazi od altre imposizioni che non siano il corrispettivo del servizio prestato; un sistema doganale semplificato è inoltre in vigore per il transito di merci su ferrovia (Trieste con i suoi 75 Km. di binari sulle banchine è il più importante porto ferroviario del Sud Europa).
  • E' previsto: un tasso di interesse ridotto per le dilazioni di pagamento dei diritti doganali e delle imposizioni fiscali di confine (fino ad un massimo di 180 giorni) per le merci importate nel mercato unico dell'Unione via Porto franco di Trieste;
  • I trasporti su mezzi stradali pesanti, provenienti o diretti al porto di Trieste, che attraversano i valichi con Austria e Slovenia, fruiscono di un regime di transito agevolato.

e per approfondire...

MASSIMO CAMPAILLA
IL REGIME GIURIDICO DELLE ZONE FRANCHE
DEL PORTO DI TRIESTE
http://www.fog.it/articoli/98-0047.htm

 

postato da: pertrieste alle ore 21:11 | Link | commenti
categoria: , trieste, città, portofranco
martedì, dicembre 19, 2006

IMPRESSIONI DI VIAGGIO IN AUSTRIA

Gli esuli istriani e gli esuli tedeschi: incontro a Vienna

Due popoli, divisi dalla lingua, ma uniti dalla storia

    

La strada per Vienna.

 

        Opicina - L'obelisco                                Maribor                               Gumpoldskirchen

                              

 

L’Austria “comincia” a Razdrto (Prevallo), sotto il Monte Nanos: è qui che il paesaggio si fa quasi alpino, abbandonando la landa carsica che ti accompagna fin qua da Opicina. Ma già all’Obelisco, che è lì dal 1830 a segnare la via più naturale per correre da Trieste a Vienna, avverti che – anche a distanza ormai di secoli – quel mondo che sta alle spalle della Città è il suo naturale retroterra, dal mare fino alla Boemia. Lingue e storie diverse, popoli apparentemente lontani, ma intersecati da cultura, tradizioni, religione e ritmi di vita molto simili. Così è la Mitteleuropa, un mix indelebile di Alto Adriatico, Carso, Istria, Slovenia, Carinzia, Stiria, Burgenland, Bassa Austria, e poi Vienna, Bratislava e Praga. Regioni dove sventolava il vessillo della bicefala aquila imperiale e che la storia riporta sotto bandiere diseguali ma affiancate alla stessa bandiera blu con le stelle gialle, che non vuol dire solo Europa, ma anche e soprattutto giustizia e diritti, uguali per tutti.

Avanti sulla strada per Vienna. Sul nuovo nastro d’asfalto sloveno ci corri bene, e dimentichi la strada della “jugo” che fu, fatta di salti, buche e curve. Tempo e traffico permettendo in cinque ore sei alle porte di Vienna, via Maribor e Graz, con l’occhio che si è beato di colline, prati, pascoli, granoturco e luppolo, ma anche di linde casette e chiese con il campanile a cipolla. E poi, per noi familiari, i vigneti, che incontri nella slovena Stajerska e poi avanti, fino alle falde termali del Bosco Viennese, a Gumpoldskirchen, Baden e Soos, dove a perdita d’occhio ti trovi immerso fra lunghi filari, che l’autunno ha smaltato di verde, di giallo e di rosso.

 

Vienna.

 

   Wienerschnitzel                   "Gnochi de susini"

Grande, famosa, vecchia e nuova, capitale del mondo ma anche provinciale. Non si agita qua la gente frenetica delle metropoli, abbondantemente farcita di turisti a caccia di tutto: no, tutto a Vienna, anche le comitive che scendono dai torpedoni, e parlano le lingue dell’Impero, assume una compostezza insolita. Le larghe vie, i palazzi, il Ring, l’Hofburg incutono rispetto e silenzio, quasi la Città fosse una vecchia signora, sorniona e ingioiellata, che si riposa e ricorda un passato fatto di aquile e corone dorate, di valzer e di Liberty. Ma accanto al vecchio c’è anche il nuovo, le banche e la finanza, i traffici e i grattacieli del centro ONU, dove il mondo unito parla di droga e crimine, di energia atomica e sviluppo industriale.

Chi arriva dalle “vecchie province” non si sente un estraneo a Vienna: se a Opicina la strada (già …Nazionale) è giustamente “per Vienna”, nella capitale austriaca l’arteria principale, che ti porta fin nel suo cuore, è “Triesterstrasse”,  uno degli alberghi più in è “das Triest”, nella Wiedner Hauptstrasse, a due passi dalla Kaertner e dal Duomo di Santo Stefano. Grande la Città, ma alla domenica sera, proprio al “Triest” senti il suono della campana della vicina chiesa, un rintocco che non parla la voce della metropoli, ma quella del paese, sereno e tranquillo, e oseremmo dire “ordinato”, come l’Austria.

Ancora un ricordo viennese, fatto di sensi: il gusto. Cucina che conosci, che non ti dà sorprese. Certo, non puoi vivere di wienerschnitzel e patate fritte, rimpiangi presto la pasta, ma quando ti portano il brodo con gnocchi di gries o per il dessert ti servono fragranti gnocchi di susini, allora ritrovi qualcosa di lontano, quasi dimenticato, che rimembra i giorni della festa con la mamma o la nonna…..

Das ist Wien.

 

Gli esuli.

 La Haus der Heimat (Casa della Patria), in Steingasse 25, accoglie gli esuli istriani con cordiale amicizia: senti che sei esule fra esuli, che parlano una lingua diversa ma hanno vissuto le stesse esperienze. Sulla facciata colpi di “bombe” di vernice rossa, …scappati alle mani dei soliti “contras”, a cui evidentemente poco importa degli esuli…. Nel piccolo cortile una statua simbolica: una madre accoglie un bimbo fra le braccia, e non occorre altro per dire e per capire. In un angolo, vicino a una stele di pietra con i simboli delle comunità (Landsmannschaften), un carretto carico di masserizie, uguale ai carretti che andavano via da Pola, dall’Istria .

Nella sala grande, funzionale e accogliente, i discorsi ufficiali, il caffè e i lebkuchen, lo scambio dei doni e il reciproco aufwiedersehen in Triest, per il Congresso europeo del 2007. Poi la visita alle singole associazioni, federate nel Verband der Volksdeutschen Landsmannschaften Österreichs: i giornali, le vetrine dei ricordi, le bandiere, le fotografie, le attività, non sono diversi – nell’anima…- da ciò che il visitatore può trovare nella triestina Via Pellico 2…

Da dove arrivano gli esuli tedeschi che hanno trovato l’“Heimat” in Austria? Sudeti, da Boemia, Moravia e Slesia (…già abbiamo stretto con loro forti legami ai “Tag” annuali in Germania, ad Augusta e a Norimberga) vittime dei decreti Benes,  Svevi del Danubio, del Banato e della Bucovina (discendenti dalle popolazioni tedesche insediate dagli Asburgo nelle pianure di Pannonia dopo la liberazione dai Turchi, vasti territori fra Serbia e Romania) vittime dell’AVNOJ, come le genti della bassa Stiria (territori di Celje, Cilli, e di Maribor, Marburg), e tedeschi di Transilvania (Siebenbürger Sachsen).

Milioni di persone travolte da una tremenda pulizia etnica, figlia degenere di antagonismi mai voluti dal popolo, ma determinati da pochi miseri strateghi che hanno reciprocamente trovato alimento nello spietato nazionalismo antidemocratico che imperversò in Europa fra la fine della prima grande guerra e la caduta del Muro di Berlino.

Come i Tedeschi in fuga dalle proprie case, così gli Istriani hanno vissuto esodo, sofferenze, e hanno lottato per la ricostruzione della propria identità. Le strette di mano a Vienna hanno un alto valore simbolico, per un futuro di pace e serenità comune, con tutti i popoli nei Paesi d’origine. E un’unica voce, forte, verso i Governi e le istituzioni internazionali, pro iustitia.

 

Aldo Flego

postato da: pertrieste alle ore 19:27 | Link | commenti
categoria:storia, , trieste, austria, esuli
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