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Utente: pertrieste
Nome: Aldo Flego
Dal 1997 al 2006 consigliere della Quarta Circoscrizione del Comune di Trieste: una lunga esperienza al servizio della Città, per progettare e costruire insieme, con forza e passione, il futuro di Trieste.Al centro della nuova Europa. ORA OLTRE I LIMITI DELLA POLITICA, CON INDIPENDENZA E CENTRALITA', "per Trieste". Potete scrivermi anche alla casella e-mail flegopertrieste@yahoo.it
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martedì, marzo 10, 2009

RICONCILIAZIONE? BASTA IL RISPETTO DELLA MEMORIA.

.........soprattutto per Trieste..........

Difficile la memoria condivisa, anche se la storia è sempre e solo una. Ma almeno coltiviamo il RISPETTO DELLA MEMORIA. Sono stato in tanti posti della memoria: a OÅ›wiÄ™cim - Auschwitz - Birkenau ho ascoltato in silenzio il kaddish e ho pianto, a Buchenwald ho sentito pulsare il mio sangue nell'immensa spianata, a Kocevje - Gottschee ho rovistato tra i rovi per portare alle luce le tombe tedesche abbandonate, ho partecipato a riti e cerimonie alla Foiba di Basovizza, al Cimitero austro-ungarico di Prosecco, alla Risiera di San Sabba, ho visitato i Bazoviški junaki, conosco Arbe, Gonars, e anche Goli Otok.
Luoghi, tutti, dove dobbiamo sostare in raccoglimento, e - se non condividiamo, ma tra cinquant'anni condivideremo - almeno ora rispettiamo.

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Sabato scorso portavo il crocefisso a Lokev - Corgnale, chi era con me voleva posare una rosa vicino alla Golobivnica. Ci hanno gridato porci italiani, fascisti....e ci hanno sbarrato il passo.
Ci ritornerò tra qualche mese, forse allora avranno capito....Come hanno capito sloveni e croati che sono corsi a Lasko....Nella foto sotto, la vice premier croata Jadranka Kosor.

 Foto

Lasko, 9 March (STA) - The Slovenian and Croatian delegations laid a wreath on Monday at the entrance of the mine near Lasko, where a post-WWII mass grave was discovered last Tuesday. Croatian Deputy Prime Minister Jadranka Kosor said she was horrified by the sight of the victims in photographs.

Immediatamente dopo i fatti di Lokev - Corgnale, si scopre la realtà di Huda Jama, la miniera di Lasko.... O meglio si "riscopre": la Jama Golobivnica (ove volevo portare la croce...) e quella di Lasko non sono altro che due esempi di quel grande cimitero PRIKRITO IN OCEM ZAKRITO, CELATO E NASCOSTO AGLI OCCHI, che è la Slovenia, da Corgnale in su. Mitija Ferenc lo sa bene, e lo ha ben descritto, e anche il governo sloveno (e anche quello croato) conosce ormai ogni fossa comune e ogni sito di morte.


Torneremo a Corgnale con i sentimenti di rispetto verso tutti coloro che sono stati rapiti alla vita dalla follia dell'uomo, e che dormono a Gonars, nelle foibe del Carso e dell'Istria, nelle fosse comuni slovene: gli sloveni che sanno, non permetteranno che venga bloccato un atto di rispetto della memoria. Sono finiti da un pezzo i tempi dell'imperialproletario SMRT FAŠIZMU, SLOBODA NARODU!, ma forse qualcuno non se n'è ancora accorto.
Prima di pensare alla pacificazione ITA-SLO-CRO, mettiamo a posto i tasselli della storia all'interno di ognuno dei tre Stati (leggete l'articolo apparso sulla Voce del Popolo, allegato sotto).

***
(ANSA) - LUBIANA, 5 MAR - Una fossa comune, con resti mummificati di 200-300 persone uccise alla fine della Seconda guerra mondiale, probabilmente dalle formazioni militari dei comunisti del maresciallo Tito, e' stata scoperta negli scorsi giorni in una grotta nei pressi della cittadina di Lasko, nel nord-ovest della Slovenia.

Gli indizi emersi dopo un primo sopralluogo indicano che i corpi non presentano ferite d'arma da fuoco, ma che le vittime, in gran parte militari, probabilmente appartenenti alle formazioni collaborazioniste croate o slovene, furono soffocate con il gas.

Marko Strovs, capo del dipartimento per i cimiteri militari del governo sloveno e uno dei responsabili incaricati dell'esumazione, ha spiegato che le ricerche di questa fossa comune erano iniziate ancora l'estate scorsa e che solo nell'ultimo periodo si e' arrivati alla scoperta di cadaveri in una parte della grotta chiamata Huda Jama.

''L'entrata nella parte in cui si trovano i morti, alla fine di un cunicolo lungo 800 metri, era sigillata da un muro di cemento che abbiamo dovuto abbattere'', ha spiegato Strovs ricordando che gia' nel 1945 nella regione giravano voci che nella grotta ci fosse una fossa comune, ma che la questione divento' presto un tabu', per non compromettere il nuovo regime di Tito.

Secondo studi degli storici croati e sloveni, in territorio sloveno ci sono circa 500 fosse comuni di militari ma anche di civili uccisi nel 1945 dall'armata di Tito nel momento della disfatta del nazifascismo in Europa.

Il procuratore generale della Slovenia, Barbara Brezigar, che ieri e' stata una delle prime persone a entrare nella fossa, ha detto ai giornalisti che ''e' stata una delle cose piu' terrificanti e scioccanti'' che abbia mai visto. Parlando della possibilita' di individuare gli autori del crimine si e' detta pessimista dato che ''con molta probabilita' i responsabili sono orami quasi tutti morti''. (ANSA). COR
05/03/2009 15:35
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UNA DELEGAZIONE CROATA RENDERÀ OGGI OMAGGIO ALLE VITTIME PRESSO LAŠKO
Sepolti ustascia e domobrani sloveni?
LA VOCE DEL POPOLO - FIUME - 9 MARZO 2009
Jadranka Kosor: «Nessun crimine deve rimanere impunito»
ZAGABRIA – Una delegazione croata visiterà oggi la miniera di carbone nei pressi di Laško, dove è stata rinvenuta la fossa comune in cui sono stati gettati i corpi degli internati nel campo di Teharje. La delegazione sarà guidata dal vicepresidente del governo Jadranka Kosor e dal ministro degli Interni Tomislav Karamarko. Il portavoce del governo, Zlatko Mehun, ha confermato che rappresentanti dell'Esecutivo croato si recheranno all'imboccatura della miniera per rendere omaggio alle vittime che vi sono state gettate alla fine della seconda guerra mondiale. Il vicepresidente del governo ha dichiarato che non si tratta solamente di rendere omaggio alle vittime, ma anche di lanciare il chiaro messaggio che nessun crimine deve rimanere impunito.
Era stata diffusa martedì scorso la notizia che alcuni resti umani, mummificati, grazie ad accurate ricerche, erano stati rinvenuti nel pozzo di una miniera di carbone nei pressi di Laško. Le ricerche erano iniziate nell'agosto scorso, su indicazione degli esperti della commissione governativa incaricata di fare luce sulle vicende del periodo bellico e di quello immediatamente successivo. In base alla tradizione orale della popolazione locale, sembra che alla fine di maggio o all'inizio di giugno del 1945 nel pozzo Barbara, accanto alla frazione Huda jama, fossero state gettate alcune migliaia di vittime, per cui in loco sarebbero sepolte le spoglie di domobrani sloveni, civili e militari croati della “via crucis”, nonché ufficiali tedeschi. Poi il pozzo sarebbe stato riempito sino all'orlo e sigillato con una colata di cemento. Questo ritrovamento porta a 600 il numero delle fosse comuni rinvenute il Slovenia, risalenti per lo più l'immediato secondo dopoguerra. La Questura di Celje ha avviato un'inchiesta contro ignoti, per il fondato sospetto che abbiano perpetrato crimini di guerra contro la popolazione civile e i prigionieri di guerra.
Oggi gli alti rappresentanti del governo croato deporranno corone di fiori e accenderanno ceri all'ingresso della miniera, in segno di omaggio per le vittime, sia croate sia slovene, delle “purghe” del secondo dopoguerra. Sinora sono state rinvenute le spoglie di diverse centinaia di vittime, mentre i media sloveni speculano che il numero sia molto, molto maggiore. Però, ancor oggi i testimoni vivono nel terrore di rappresaglie, se dovessero parlare apertamente di ciò che sanno essere successo nella zona.
Più di mille le vittime
Anche lo storico Mitje Ferenc, a capo della commissione governativa per l'evidenza e e la ricerca delle “fosse camuffate” del secondo dopoguerra, è convinto che il numero reale delle vittime del pozzo Barbara sia molto maggiore del numero di corpi sinora rinvenuto. Secondo lo storico, nel pozzo si trovano le spoglie mortali dei domobrani sloveni e di appartenenti alle forze croate, probabilmente agli ustascia, in un numero imprecisato ma forse superiore a mille. La galleria in cui sono stati ritrovati i resti mummificati collega due pozzi della miniera, l'uno a trenta e l'altro a quaranta metri di profondità. A causa del cedimento dei materiali, i primi 10 metri sono vuoti, ma si suppone che i restanti metri sino al fondo siano pieni di resti umani.
Bisogna scoprire mandanti ed esecutori delle liquidazioni
La Questura di Celje sia nel 1994 sia nel 1997 è riuscita a ricostruire la “via crucis” dal campo di concentramento di Teharje a varie località in cui i prigionieri sono stati liquidati e poi sepolti, ma non è mai andata oltre. Il criminologo Pavle Jamnik, da alcuni anni a capo dell'operazione “Sprava” (legata all'accertamento delle responsabilità per le liquidazioni sommarie nel secondo dopoguerra), a proposito di Huda Jama, ripete che per la polizia la cosa importante è “scoprire chi sia il mandante dei delitti di massa e chi li ha commessi”. Jamnik inoltre ribadisce che se sinora la polizia non è riuscita ad accumulare sufficienti prove nei confronti degli organizzatori e degli esecutori materiali, “non significa che non sappia svolgere il proprio lavoro. Ciò è la conseguenza di un'accurata metodologia e dell'atmosfera di cospirazione nell'attuare i crimini e di una sistematica cancellazione delle tracce e distruzione della documentazione”.
I testimoni hanno paura
Secondo i media sloveni, la scoperta alla Huda Jama è senz'altro la prova di un crimine brutale e, visto il lasso di tempo trascorso da allora, forse è l'ultima occasione per fare giustizia. Però la popolazione che vive nei pressi ed era testimone dei fatti ha paura, pensa che ancor oggi qualcuno si possa vendicare nel caso si iniziasse a vuotare il sacco sulle tragiche vicende di quel periodo e sui crimini che vi venivano commessi. Una donna di Teharje, che ha accettato di parlare solamente mantenendo rigorosamente l'anonimato, ha dichiarato che da bambina giocava nella casa in cui era stata istituita una prigione provvisoria per i domobrani sloveni e gli ustascia croati, prima che venissero trasferiti altrove (anche al pozzo Barbara), per essere poi uccisi. La donna ha inoltre precisato che la stessa casa, più tardi, era sede della locale comunità locale, con una sala in cui si celebravano i matrimoni. “Ho vissuto in quella casa per 15 anni. I miei genitori vi si erano trasferiti quando ne avevo 9. Mi ricordo che in soffitta c'era una cassa piena di distintivi a forma della lettera U. Oggi suppongo che li abbiano tolti dai berretti dei prigionieri ustascia. In cantina invece c'erano molti cappotti militari. Mi ricordo anche dei messaggi che i prigionieri avevano scritto sui muri della cantina. Nel corso degli anni, avevamo paura di parlare di quei fatti. Nemmeno in famiglia ne abbiamo mai fatto cenno”. La donna infine ha dichiarato di credere che i corpi alla Huda Jama appartengano ai prigionieri passati per quella casa e che le donne prigioniere al campo di Teharje siano state portate in qualche altro luogo.
Il pozzo un «museo dell'anticomunismo»
Per ciò che concerne i domobrani sloveni prelevati dal campo di Teharje, una decina di anni fa è iniziata la messa a punto di un parco memoriale, però a causa delle “rese dei conti” tra i domobrani e i partigiani sloveni, avvenute alla fine della seconda guerra mondiale, il Prlamento di Lubiana non ha ancora deciso quale scritta porre sulla targa, alla Huda Jama. Il tema crea tensioni sia nell'ambito del popolo sloveno sia tra i politici. Infatti, se da un lato il premier Borut Pahor insiste nel dire che alle vittime della Huda Jama bisogna accostarsi con rispetto e pietà, dall'altro la destra insiste per una “sepoltura simbolica” delle vittime delle esecuzioni sommarie del dopoguerra, perpetrate dai comunisti. La sinistra però teme che ciò possa indurre la popolazione a generalizzare il concetto, ponendo i partigiani sloveni dalla parte del perdente e rendendoli colpevoli di tutti i crimini commessi durante la guerra e subito dopo. In questa parte dei rapporti tra politica e opinione pubblica, è visibile l'insoddisfazione per la possibilità che il pozzo Barbara diventi una specie di “museo dell'anticomunismo” e venga visitato da gruppi politici con motivazioni diverse da quelle del puro e semplice omaggio alle vittime.

 

postato da: pertrieste alle ore 22:21 | Link | commenti
categoria:italia, croazia, trieste, foibe, istria, slovenia, istriani, jama, pertrieste, huda, corgnale, lokev, lasko, golobivnica
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