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Nome: Aldo Flego
Dal 1997 al 2006 consigliere della Quarta Circoscrizione del Comune di Trieste: una lunga esperienza al servizio della Città, per progettare e costruire insieme, con forza e passione, il futuro di Trieste.Al centro della nuova Europa. ORA OLTRE I LIMITI DELLA POLITICA, CON INDIPENDENZA E CENTRALITA', "per Trieste". Potete scrivermi anche alla casella e-mail flegopertrieste@yahoo.it
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domenica, dicembre 24, 2006

Ai Triestini, ai Tržačani, a tutti i Giuliani e Istriani, nella Provincia di Trieste e nel mondo, a tutti coloro che a Trieste hanno trovato casa e lavoro, o che - pur lontani - hanno a cuore le fortune della Città, a chi vuole conoscere un angolo magico nel cuore dell'Europa, al centro dell'Euroregione Alpe Adria, un augurio particolare, nostro:

     Bon Nadal e felice 2007, pien de salute e de prosperità. Vesel Božič in srečno Novo Leto. Frohe Weihnachten und einen guten Rutsch ins Neue Jahr!

E in segno di augurio sereno a tutti gli Internauti, il sole di Trieste, oggi, vigilia di Natale 2006. Una breve passeggiata con Voi, sulle Rive...  Ma agli auguri bisogna aggiungere l'impegno di tutti, per il successo di una Città unica, forte e soprattutto rinnovata nella coesione di tutte le sue componenti.

 In questa pagina, dopo le immagini, un progetto concreto, sicuro, vicino, per Trieste Città Metropolitana, e per la sua reale autonomia di governo .

TRIESTE - NATALE 2006 - SACCHETTA

TRIESTE - NATALE 2006 - LANTERNA

Trieste - Natale 2006 - Piazza Unità e Prefettura

Trieste - Natale 2006 - Piazza Borsa

Trieste - Natale 2006 - Il Canale

Trieste - Natale 2006 - Il Canale e Sant

 

Trieste Città Metropolitana

Trieste - via Coroneo n.17 – tel. 040370007 – fax. 040371172

triestemetropolitana@yahoo.it

 

 Trieste - conferenza stampa TCM

   Trieste, 15 dicembre 2006. La conferenza stampa di presentazione dell'Associazione.

Si è recentemente costituita l’Associazione “Trieste Città Metropolitana”: in forma libera e apartitica, intende essere al servizio di tutte le componenti dell’area geografica triestina – rappresentanti istituzionali e politici, mondo dell’economia e del lavoro, cittadinanza – per diffondere e consolidare le basi di conoscenza, di condivisione delle regole per il nuovo governo locale, e per sostenere l’effettiva applicazione in tempi brevi della normativa esistente in materia di “città metropolitana”.

Alla costituzione dell’Associazione, presieduta dall’avv. Mauro Dellago, hanno partecipato imprenditori e professionisti nel settore pubblico e privato, con significative esperienze acquisite nei settori in cui sarà sviluppata l’attività sociale. Va evidenziata l’ampia rappresentatività trasversale dei fondatori, che fanno riferimento anche al Friuli – con rispetto per le analoghe iniziative promosse in quell’ambito territoriale -  e alla comunità slovena di Trieste e dei comuni della Provincia, nello spirito di piena valorizzazione della sua specificità.

 

L’ASSOCIAZIONE – la mission

 

La mission è indirizzata in particolare alla promozione della pianificazione strategica per l’area di Trieste, con queste linee guida:

-         facilitare l’inserimento dell’area in un ampio e nuovo contesto europeo, dotandola di strutture amministrative agili ed efficienti;

-         sostenere le esigenze e le peculiarità dei territori limitrofi e dei Comuni della Provincia di Trieste, superando storiche e improduttive divisioni;

-         sviluppare una forte alleanza fra le singole istituzioni operanti sul territorio, nel rispetto delle specificità, per dare risposte alle domande dei cittadini e delle imprese che tengano conto dei principi di ottimizzazione della spesa e degli investimenti, di valorizzazione delle risorse, di concreta autonomia decisionale.

Lo strumento ottimale a disposizione è la “città metropolitana”.

 

LA CITTÀ METROPOLITANA – le norme

Costituzione Italiana – art. 114 - “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”.

La città metropolitana è un nuovo ente amministrativo previsto inizialmente dalla Legge 142/90. Oggi è regolamentato dal Testo Unico Enti Locali (decreto legislativo n. 267/2000). Corrisponde al concetto internazionale di metropoli. L'istituzione della città metropolitana è possibile all'interno delle 9 aree metropolitane italiane: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia. A queste vanno aggiunte le aree metropolitane riconosciute dalle regioni a statuto speciale, ovvero : Palermo, Catania, Messina, Trieste,  Cagliari. La recente Legge regionale 1/2006 “Principi e norme fondamentali del sistema Regione - autonomie locali nel Friuli - Venezia Giulia”, disciplina la città metropolitana che, nell’ambito territoriale di riferimento, si sostituisce alla Provincia, pur mantenendo al suo interno i Comuni. La città metropolitana deve comprendere un comune capoluogo ed avere una popolazione non inferiore ai 200.000 abitanti.

Ne possono dunque far parte il Comune capoluogo e gli altri Comuni ad esso uniti da contiguità territoriale e da rapporti omogenei di interesse socioeconomico. Le città metropolitane si possono costituire con ordinamento differenziato acquisendo le funzioni della Provincia e aggiungendo ruoli e poteri decisionali più forti e concreti.

LA CITTÀ METROPOLITANA –  per una efficace governance locale

L’organizzazione “policentrica” dello Stato rende sempre più attuale e non rinviabile la necessità di assicurare una governance locale mediante la ridefinizione del "governo di area vasta" ovvero degli istituti volti perseguire una dimensione ottimale ed efficace nell'erogazione dei servizi ai cittadini.

Il principio di sussidiarietà, che anima il nuovo quadro istituzionale, chiede alle autonomie locali di assolvere adeguatamente alla missione di governo dei fenomeni sociali e delle istanze delle collettività locali e induce a ripensare le responsabilità dei diversi livelli istituzionali.

Bisogna razionalizzare il sistema, evitando per quanto  possibile sovrapposizioni e duplicazioni di ruoli e compiti.

L’obiettivo politico – istituzionale da perseguire è la riduzione a due livelli delle funzioni “tipiche”: il livello comunale e il livello di area vasta, che è ben identificato nella città metropolitana”.

 

Dopo trent’anni di confronti e discussioni, è ora che si giunga rapidamente a conclusioni e scelte operative sul piano del governo metropolitano.

Quali temi deve affrontare il nuovo governo dell’area metropolitana triestina?
In primo luogo i trasporti – porto, strade, ferrovie -, lo sviluppo economico, le politiche per la casa, la lotta all’inquinamento, le nuove fonti energetiche, lo smaltimento dei rifiuti, lo sviluppo culturale e le relazioni internazionali nell’area europea di riferimento.

I Comuni dell’attuale Provincia di Trieste, coesi nell’organizzazione istituzionale metropolitana e mantenendo le loro peculiarità territoriali, possono lavorare in uno spirito di rinnovata e concreta autonomia d’area nell’ambito regionale, sviluppando proposte di collaborazione con altri Comuni limitrofi, al fine di dare significato alla nuova realtà europea e costituire così i presupposti per il riconoscimento della CITTÀ METROPOLITANA DI TRIESTE quale centro di riferimento istituzionale dell’Euroregione alpino – adriatica.

 

 

postato da: pertrieste alle ore 15:25 | Link | commenti
categoria:metropolitana, trieste, città, provincia
martedì, dicembre 19, 2006

IMPRESSIONI DI VIAGGIO IN AUSTRIA

Gli esuli istriani e gli esuli tedeschi: incontro a Vienna

Due popoli, divisi dalla lingua, ma uniti dalla storia

    

La strada per Vienna.

 

        Opicina - L'obelisco                                Maribor                               Gumpoldskirchen

                              

 

L’Austria “comincia” a Razdrto (Prevallo), sotto il Monte Nanos: è qui che il paesaggio si fa quasi alpino, abbandonando la landa carsica che ti accompagna fin qua da Opicina. Ma già all’Obelisco, che è lì dal 1830 a segnare la via più naturale per correre da Trieste a Vienna, avverti che – anche a distanza ormai di secoli – quel mondo che sta alle spalle della Città è il suo naturale retroterra, dal mare fino alla Boemia. Lingue e storie diverse, popoli apparentemente lontani, ma intersecati da cultura, tradizioni, religione e ritmi di vita molto simili. Così è la Mitteleuropa, un mix indelebile di Alto Adriatico, Carso, Istria, Slovenia, Carinzia, Stiria, Burgenland, Bassa Austria, e poi Vienna, Bratislava e Praga. Regioni dove sventolava il vessillo della bicefala aquila imperiale e che la storia riporta sotto bandiere diseguali ma affiancate alla stessa bandiera blu con le stelle gialle, che non vuol dire solo Europa, ma anche e soprattutto giustizia e diritti, uguali per tutti.

Avanti sulla strada per Vienna. Sul nuovo nastro d’asfalto sloveno ci corri bene, e dimentichi la strada della “jugo” che fu, fatta di salti, buche e curve. Tempo e traffico permettendo in cinque ore sei alle porte di Vienna, via Maribor e Graz, con l’occhio che si è beato di colline, prati, pascoli, granoturco e luppolo, ma anche di linde casette e chiese con il campanile a cipolla. E poi, per noi familiari, i vigneti, che incontri nella slovena Stajerska e poi avanti, fino alle falde termali del Bosco Viennese, a Gumpoldskirchen, Baden e Soos, dove a perdita d’occhio ti trovi immerso fra lunghi filari, che l’autunno ha smaltato di verde, di giallo e di rosso.

 

Vienna.

 

   Wienerschnitzel                   "Gnochi de susini"

Grande, famosa, vecchia e nuova, capitale del mondo ma anche provinciale. Non si agita qua la gente frenetica delle metropoli, abbondantemente farcita di turisti a caccia di tutto: no, tutto a Vienna, anche le comitive che scendono dai torpedoni, e parlano le lingue dell’Impero, assume una compostezza insolita. Le larghe vie, i palazzi, il Ring, l’Hofburg incutono rispetto e silenzio, quasi la Città fosse una vecchia signora, sorniona e ingioiellata, che si riposa e ricorda un passato fatto di aquile e corone dorate, di valzer e di Liberty. Ma accanto al vecchio c’è anche il nuovo, le banche e la finanza, i traffici e i grattacieli del centro ONU, dove il mondo unito parla di droga e crimine, di energia atomica e sviluppo industriale.

Chi arriva dalle “vecchie province” non si sente un estraneo a Vienna: se a Opicina la strada (già …Nazionale) è giustamente “per Vienna”, nella capitale austriaca l’arteria principale, che ti porta fin nel suo cuore, è “Triesterstrasse”,  uno degli alberghi più in è “das Triest”, nella Wiedner Hauptstrasse, a due passi dalla Kaertner e dal Duomo di Santo Stefano. Grande la Città, ma alla domenica sera, proprio al “Triest” senti il suono della campana della vicina chiesa, un rintocco che non parla la voce della metropoli, ma quella del paese, sereno e tranquillo, e oseremmo dire “ordinato”, come l’Austria.

Ancora un ricordo viennese, fatto di sensi: il gusto. Cucina che conosci, che non ti dà sorprese. Certo, non puoi vivere di wienerschnitzel e patate fritte, rimpiangi presto la pasta, ma quando ti portano il brodo con gnocchi di gries o per il dessert ti servono fragranti gnocchi di susini, allora ritrovi qualcosa di lontano, quasi dimenticato, che rimembra i giorni della festa con la mamma o la nonna…..

Das ist Wien.

 

Gli esuli.

 La Haus der Heimat (Casa della Patria), in Steingasse 25, accoglie gli esuli istriani con cordiale amicizia: senti che sei esule fra esuli, che parlano una lingua diversa ma hanno vissuto le stesse esperienze. Sulla facciata colpi di “bombe” di vernice rossa, …scappati alle mani dei soliti “contras”, a cui evidentemente poco importa degli esuli…. Nel piccolo cortile una statua simbolica: una madre accoglie un bimbo fra le braccia, e non occorre altro per dire e per capire. In un angolo, vicino a una stele di pietra con i simboli delle comunità (Landsmannschaften), un carretto carico di masserizie, uguale ai carretti che andavano via da Pola, dall’Istria .

Nella sala grande, funzionale e accogliente, i discorsi ufficiali, il caffè e i lebkuchen, lo scambio dei doni e il reciproco aufwiedersehen in Triest, per il Congresso europeo del 2007. Poi la visita alle singole associazioni, federate nel Verband der Volksdeutschen Landsmannschaften Österreichs: i giornali, le vetrine dei ricordi, le bandiere, le fotografie, le attività, non sono diversi – nell’anima…- da ciò che il visitatore può trovare nella triestina Via Pellico 2…

Da dove arrivano gli esuli tedeschi che hanno trovato l’“Heimat” in Austria? Sudeti, da Boemia, Moravia e Slesia (…già abbiamo stretto con loro forti legami ai “Tag” annuali in Germania, ad Augusta e a Norimberga) vittime dei decreti Benes,  Svevi del Danubio, del Banato e della Bucovina (discendenti dalle popolazioni tedesche insediate dagli Asburgo nelle pianure di Pannonia dopo la liberazione dai Turchi, vasti territori fra Serbia e Romania) vittime dell’AVNOJ, come le genti della bassa Stiria (territori di Celje, Cilli, e di Maribor, Marburg), e tedeschi di Transilvania (Siebenbürger Sachsen).

Milioni di persone travolte da una tremenda pulizia etnica, figlia degenere di antagonismi mai voluti dal popolo, ma determinati da pochi miseri strateghi che hanno reciprocamente trovato alimento nello spietato nazionalismo antidemocratico che imperversò in Europa fra la fine della prima grande guerra e la caduta del Muro di Berlino.

Come i Tedeschi in fuga dalle proprie case, così gli Istriani hanno vissuto esodo, sofferenze, e hanno lottato per la ricostruzione della propria identità. Le strette di mano a Vienna hanno un alto valore simbolico, per un futuro di pace e serenità comune, con tutti i popoli nei Paesi d’origine. E un’unica voce, forte, verso i Governi e le istituzioni internazionali, pro iustitia.

 

Aldo Flego

postato da: pertrieste alle ore 19:27 | Link | commenti
categoria:storia, , trieste, austria, esuli
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